{"id":18,"date":"2024-04-29T16:36:36","date_gmt":"2024-04-29T16:36:36","guid":{"rendered":"https:\/\/enricoristori.it\/?page_id=18"},"modified":"2024-10-21T08:57:17","modified_gmt":"2024-10-21T08:57:17","slug":"dicono-di-me","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/dicono-di-me\/","title":{"rendered":"SU DI ME"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"p1\"><b>Il punto di vista di Enrico Ristori<\/b><\/h4>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab &#8230; non c\u2019\u00e8 nessuno capace di tanta seriet\u00e0 quanto un bambino che gioca! E un vocato all\u2019arte vive l\u2019impegno di conservare con molta cura il fanciullo che \u00e8 in lui. E si fa beffa del tempo. Questo pensiero accompagna la mia produzione da molti anni e non ha mai smesso di procurarmi stupore felice nell\u2019osservare tanti artisti che vivono con me la bottega. La vicenda artistica di Enrico Ristori conferma fedelmente questa situazione. Lui che ha lambito per decenni la creativit\u00e0 pittorica &#8211; della quale \u00e8 ricco &#8211; dedicandosi con eccellenza all\u2019arte del tatuaggio , ha infine rotto gli argini del disegno descrittivo , per accettare la sfida di una realt\u00e0 parallela estrapolata dal suo ricchissimo mondo interiore. Nelle sue creazioni, soprattutto bambini e adolescenti vivono in atmosfere apparentemente reali e si ribellano al ruolo comodo di un\u2019estetica banale per sfidare l\u2019osservatore, invitandolo ad una introspezione profonda. In questo modo egli utilizza la chiave narrativa di ogni scena con giocosit\u00e0 schietta ma che non manca di rimandi e sottotitoli in analisi psicologiche tutt\u2019altro che semplici. Il suo punto di vista \u00e8 dal basso : quello che utilizza un bambino nell\u2019osservare il mondo degli adulti, ma lo fa con un rigore che non lascia niente alla casualit\u00e0. Ed \u00e8 con questa cifra che Enrico Ristori raggiunge la capacit\u00e0 di guidarci nel suo mondo incantato con l\u2019anima di un fanciullo che strizza l\u2019occhio al mondo dei \u201cgrandi\u201d&#8230; \u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Mario Ferrante (marzo 2023)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Su Enrico Ristori in occasione della prima personale presso Extra Factory<\/strong><\/h4>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab Per chi non conosce Livorno, l\u2019aspetto rude di un corpo tatuato sembra annunciare un carattere violento, forse anche criminale. Invece esiste, oltre alla cultura fisica della voga, del mare e del sole, e tanta spavalderia, anche un lato molto sensibile in questi tipi di marinai, motociclisti e pirati. Arriva il nostro amico, codino di capelli grigi, spingendo il passeggino della sua ultima nata contento come un bimbo al sole.<span class=\"Apple-converted-space\"> &nbsp;<\/span>Spensierato, pieno dei suoi guai, ma pronto a piangere anche per i tuoi. Il lavoro di Enrico Ristori ha una qualit\u00e0 indelebile, sulla pelle ma anche nella memoria di chi guarder\u00e0, non senza un vago senso di invidia, le tracce della sua vita notevole. Quale coraggio ci sar\u00e0 voluto per prendere tante decisioni definitive? Se lo scrittore prova la paura del foglio bianco, e il pittore della tela, come si sentir\u00e0 un tatuatore di fronte alla pelle, propria o di un\u2019altra persona? Quanto amore per mettere su famiglia, fare figlioli, e ora, di nuovo, la forza di trovare la spinta<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp; <\/span>per rimettersi in strada e cominciare a dipingere? Prende e parte per Benevento, dove passa giorni e notti (riceve infatti anche la chiave dello studio del suo maestro di elezione, Mario Ferrante) a studiare pittura. Torna, lavora, riparte. Arriva da Extra per l\u2019estemporanea Garibaldi Montmartre, riappare con un ritratto a olio per la relativa mostra differita e si distingue. Poi mette in agenda la prima personale, di getto, un po\u2019 impulsivo. Si trova nel suo lavoro chiaramente la velocit\u00e0 dei suoi progressi, e una direzione molto interessante messa, non a caso, proprio all\u2019inizio del percorso espositivo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Venanzio Veronesi (aprile 2023)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><strong>In occasione dell&#8217;estemporanea Montmartre-Garibaldi solo andata 2023<\/strong><\/h4>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><em>Miracolo. Sulla statua livornese dell\u2019\u00abEroe dei due mondi\u00bb, che ora sono \u00abpi\u00f9 mondi\u00bb, si \u00e8 arrampicato un giovane ragazzo che viene d\u2019oltremare, pieno di energia e cos\u00ec generosamente travolgente nel valore della sua diversit\u00e0. Portatore di un\u2019autentica ricchezza, se ne sta a cavalluccio sulla statua del monumento in marmo, grato all\u2019eroe che l\u2019accoglie come farebbe un padre, come nell\u2019abbraccio di quel padre (anche lui marm\u00f2reo) del \u201cFigliol prodigo\u201d di De Chirico. Garibaldi, confidenzialmente Beppe, \u00e8 una di quelle scenografiche statue \u201cmozartiane\u201d e \u201cmetafisiche\u201d, come quella del \u201cCommendatore\u201d nel \u201cDon Giovanni\u201d o quelle dei \u201cMedici lorenesi\u201d che si guardano tra loro, da lontano, sul Volt\u00f3ne. Cos\u00ec il teatro \u00e8 citt\u00e0 e la citt\u00e0 \u00e8 teatro. Statue che sembrano prendere vita e proprio come succede in questo caso, ecco che le mani dell\u2019eroe diventano carne<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp; <\/span>e assicurano l\u2019equilibrio del ragazzo. Il ragazzo stesso gli offre il suo gelato, che sembra un cornetto all\u2019amarena, ma potrebbe essere la suggestione della \u201cfiaccola della Libert\u00e0\u201d, quella che svettava in alto, verso un cielo di speranze che tanti migranti, tra cui molti italiani, vedevano dai piroscafi approdando nella lontana America. Questi segni rapidi e nervosi, carichi di energia liberatoria, danno vita a un\u2019immagine fresca e radiosa, come fosse per tutti, ma proprio tutti, una promessa sincera di felicit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Paolo Parente (giugno 2023)<\/em><\/strong><\/p>\n<h4><strong>La Video Intervista a cura del giornalista Enrico Querci<\/strong><\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Enrico Ristori: dalle tele umane a quelle incorniciate\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4ZygTfEOVtk?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4 class=\"p1\"><b>In occasione della Mostra \u00abSpontanee Speranze\u00bb<\/b><\/h4>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: justify;\"><em>Enrico Ristori, sempre pi\u00f9 affascinato dalle emozioni umane e dal loro legame con la natura, dipinge opere che raccontano i personaggi del suo mondo. Le sue figure, immerse in scenari quotidiani spesso ambientati dall\u2019amato elemento marino, alternano momenti di riflessione e introspezione. La sua tecnica pittorica, densa e materica, si distingue per pennellate vigorose e un uso del colore sempre pi\u00f9 consapevole, che gli consente di esprimere non solo i suoi pensieri, ma anche quelli di chi gli gravita intorno. Con grande sensibilit\u00e0, Ristori invita l\u2019osservatore a riflettere su ci\u00f2 che accade nel mondo. Le atmosfere delle sue opere spaziano dalle intense e quasi meditative scene notturne, a momenti di pace e contemplazione, fino a situazioni di grande dinamismo e movimento. Ogni opera sembra sospendere il tempo, permettendo al soggetto di immergersi non solo nella natura e nell\u2019ambiente circostante, ma anche nei propri pensieri, che finiscono per diventare quelli di chi osserva.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Fabrizio Razzauti (settembre 2024)<\/strong><\/em><\/p>\n<h4 class=\"p1\"><strong><em>In occasione della Mostra \u00ab<span class=\"s8\">Mythos<\/span> <span class=\"s8\">e<\/span> <span class=\"s8\">log\u00f2s&#8230;\u00bb<\/span><\/em><\/strong><\/h4>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><em>ll Museo MATT &#8211; Museo Archeologico Territoriale di Terzigno, con la sua forte identit\u00e0, vuole essere centro di cultura vivo e non solo memoria. Assumendo un ruolo di polo attrattore nei confronti del territorio e della collettivit\u00e0, attraverso un rinnovamento continuo della propria offerta culturale. Non mero contenitore quindi, ma luogo di incontro, di confronto e di dialogo, oltre che di conoscenza e quindi di crescita. Da un po\u2019 di tempo a questa parte Il museo Matt riesce ad essere sempre pi\u00f9 punto di riferimento nell\u2019ospitare eventi e appuntamenti d\u2019Arte e di cultura di notevole entit\u00e0. <span class=\"s8\">\u00c8<\/span> <span class=\"s8\">il<\/span> <span class=\"s8\">caso<\/span> <span class=\"s8\">anche<\/span> <span class=\"s8\">della<\/span> <span class=\"s8\">Mostra<\/span> <span class=\"s8\">\u201cMythos<\/span> <span class=\"s8\">e<\/span> <span class=\"s8\">log\u00f2s.<\/span> <span class=\"s8\">Tra<\/span> <span class=\"s8\">la<\/span> <span class=\"s8\">favola<\/span> <span class=\"s8\">e<\/span> <span class=\"s8\">il<\/span> <span class=\"s8\">razionale,<\/span> <span class=\"s8\">tra Pompei e Livorno ripetuti tentativi di umanit\u00e0\u201d dell\u2019Artista livornese Enrico Ristori, aperta al pubblico dal 24 ottobre al 21 Novembre 2024. <\/span>Ed \u00e8 con molto piacere che ospitiamo nelle sale del Museo la mostra di Enrico Ristori, un artista sempre pi\u00f9 affascinato dalle emozioni umane e dal loro manifestarsi, che si distingue per dipingere opere che raccontano i personaggi del suo mondo e del suo tempo, ma le sue figure, immerse in scenari quotidiani spesso inquieti, alternano momenti di riflessione e introspezione. Ho molto apprezzato la sua tecnica pittorica, densa e materica, che si distingue per pennellate vigorose e un uso del colore sempre pi\u00f9 consapevole, che gli consente di esprimere non solo i suoi pensieri, ma anche quelli di chi gli gravita intorno. Nelle sale al piano terra e al primo piano, le opere dell\u2019artista ben si collocano nel contesto di un confronto serrato con i tesori riemersi dalle Ville Romane di Terzigno, segnando in maniera duttile e versatile il percorso visivo, che oscilla tra il passato e il presente, tra l\u2019antico e il moderno, rimbalzando tra mythos e log\u00f2s, tra favola e razionale e tra Pompei e Livorno, creando quel legame atemporale che sospende e lega al contempo.<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: right;\"><strong><i><span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span>Angelo Massa &#8211; direttore scientifico MATT (ottobre 2024)<\/i><span class=\"s1\"><i><span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\">&nbsp;<\/p>\n<h4 class=\"p1\"><strong><em>In occasione della Mostra \u00ab<span class=\"s8\">Mythos<\/span> <span class=\"s8\">e<\/span> <span class=\"s8\">log\u00f2s&#8230;\u00bb<\/span><\/em><\/strong><\/h4>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\">Realizzato il meraviglioso sogno di riportare i tesori di Terzigno nello straordinario scrigno della cultura vesuviana, ho sempre immaginato di dare al Museo Matt quel tocco di dinamicit\u00e0 che lo rendesse unico. Ed \u00e8 per questo che ho accolto sempre ben volentieri richieste di mostre che mettessero in risalto opere di artisti contemporanei in un sito di rara bellezza intrinseco di una storia ultra millenaria che la comunit\u00e0 di Terzigno ne va finalmente orgogliosa e fiera. Dal 2019 non si contano pi\u00f9 gli eventi culturali ed artistici che hanno riempito l\u2019ex mattatoio. \u00c8 di questi giorni il riconoscimento di \u201cinteresse regionale\u201d dell\u2019attrattore di via Einaudi avvenuto con delibera della Giunta guidata dal Presidente De Luca. Un premio al lavoro svolto dalla mia amministrazione che ha basato sin dall\u2019inizio la sua azione politica sui temi culturali e turistici consapevole delle enormi potenzialit\u00e0 inespresse del territorio. Dopo nove anni possiamo con orgoglio rivendicare di aver tenuto fede al programma presentato nel 2015. Ci prepariamo ad accogliere con enorme soddisfazione le opere dell\u2019artista Enrico Ristori, con la preziosa cura di Elisabetta De Feo, che sapranno ben conciliarsi con gli affreschi che illuminano con il proprio splendore i quattro ambienti del Museo. Ancora una volta felice, soddisfatto e riconoscente per il lodevole lavoro svolto dal direttore Angelo Massa e dal dott. Gabriele Di Napoli.<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: right;\"><strong><i><span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span>Francesco Ranieri &#8211; sindaco di Terzigno (ottobre 2024)<\/i><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 class=\"p1\"><strong><em>In occasione della Mostra \u00ab<span class=\"s8\">Mythos<\/span> <span class=\"s8\">e<\/span> <span class=\"s8\">log\u00f2s&#8230;\u00bb<\/span><\/em><\/strong><\/h4>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><i>La<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>mostra<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>di<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>Enrico<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>Ristori<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>Mythos<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>e<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>log\u00f2s.<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>Tra<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>la<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>favola<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>e<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>il<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>razionale,<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>tra<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>Pompei<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>e<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>Livorno<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>ripetuti<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>tentativi<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>di<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s5\"><i>umanit\u00e0<\/i><\/span><i> <\/i>\u00e8 da considerarsi un approccio innovativo e un metodo capaci di fornire strumenti per un\u2019indagine tesa alla ricerca di riposte &#8211; che non saranno mai univoche &#8211; rispetto ai tanti interrogativi epistemologici e atavici dell\u2019umanit\u00e0. Il titolo stimola immediatamente la necessit\u00e0 di associare reale e razionale a ci\u00f2 che \u00e8 invece fantastico e mitologico; di unire ci\u00f2 che si pu\u00f2 facilmente descrivere e ci\u00f2 che \u00e8 invece pi\u00f9 intimo e sfiora le corde dell\u2019emotivit\u00e0. In queste opere l\u2019artista mette in evidenza tanto la contrapposizione e quanto la complementariet\u00e0 dei termini Mythos (racconto, narrazione di racconti ritenuti veri e sacri) e Log\u00f2s (nella filosofia greca classica ha due significati, \u2018pensiero\u2019 e \u2018parola\u2019, che si raccolgono in uno: il pensiero \u00e8 come un discorrere interiore secondo ragione, la parola \u00e8 l\u2019espressione o manifestazione del pensiero, che si concretizza proprio nel suo esprimersi). Il mito deve narrare i racconti, le gesta, le verit\u00e0 sottintese da secoli, senza dimostrarle e in maniera quasi dogmatica. Il log\u00f2s. attraverso il pensiero e la parola rende concreto un pensiero che nelle opere di Ristori ricorrendo ad un approccio favolistico pu\u00f2 essere vissuto anche come un racconto fittizio e interpretabile da pi\u00f9 punti di vista. Gli interrogativi dell\u2019uomo volti a se stesso e agli atri uomini non trovano risposta ed Enrico Ristori neanche ha la pretesa di cercarla, sicuramente per\u00f2 ne tratteggia la magia, la sospensione, il mistero, attraverso i colori, in un assortimento cromatico che assurge a \u201cvelo di Maya\u201d che anzich\u00e9 nascondere la realt\u00e0 delle cose vuole quasi proteggerla. Se portato via il velo rivela la realt\u00e0 delle cose cos\u00ec come esse sono, avvalorando e assecondando quel rito che simboleggia l\u2019appagamento del bisogno di conoscenza, la ricerca di una verit\u00e0 assoluta, o quanto meno unica, percettibile. Nel caso di Ristori il \u201cvelo\u201d \u00e8 importante proprio perch\u00e9 resta, non per occultare una realt\u00e0, ma per proteggere l\u2019intimit\u00e0 dei soggetti raffigurati e per donare dimensione favolistica e ideale a quelle risposte da cercare nella dimensione metafisica o religiosa, inseguendo il libero viaggiare della mente degli esseri umani (e.g. Proteggo il tuo ricordo come un sospiro di lucciola). L\u2019idea della protezione emerge senza mistero come trama da individuare in alcune opere che l\u2019autore offre con gioiosa generosit\u00e0 e spirito di condivisione attraverso gesti e abbracci che cercano amore, pace e rassicurazione (Osserva, ragiona e solo dopo reagisci, Ascolta la nostra pace, Hermes e Dionisio Bambino). Nell\u2019osservare le opere pittoriche di Enrico Ristori si colgono la capacit\u00e0 dell\u2019immaginazione e il legame con la tradizione, il folklore, ma anche con le credenze popolari che seppure senza forza scientifica parlano per milioni di anni (Cassandra). Ritroviamo il conflitto tra ragione e istinto, tra sensibilit\u00e0 e freddezza di giudizio, fragilit\u00e0 e forza, paura e bellezza nel tempo che scorre inesorabile e nulla risparmia (E\u2019 sott\u2019acqua che ascolto battere il mio cuore, Orologio di luce scandisce il tempo). Nel corso dei secoli l\u2019umanit\u00e0 non ha smesso mai di rantolare nelle proprie incertezze, di vacillare per i propri dubbi, di cedere alle sopraffazioni del potere economico, del progresso. Nonostante tutto per\u00f2 una risposta agli interrogativi primordiali non c\u2019\u00e8. Resta strisciante la nostalgia per il passato, la voglia di riviverlo, la necessit\u00e0 di proteggersi dagli altri perch\u00e9 la societ\u00e0 non \u00e8 sempre benigna, nella necessit\u00e0 di lottare sempre anche contro se stessi (Non era un ring, era il ring e Pargoletta mano \u2013 China -) L\u2019artista dunque riesce ad offrire una prospettiva diversa dalla quale \u00e8 possibile porreglistessiinterrogatividisemprerendendoliaddiritturaeterni,un\u2019angolazione nuova che non da ovviamente alcuna risposta ma pone lo stesso problema da un altro punto di vista. Riaffiora allora il tema del malessere sociale, il topos della solitudine dell\u2019uomo come modus vivendi e schema libertario, ma anche come sofferenza e disagio sociale. La solitudine non \u00e8 sempre un\u2019imposizione o una condizione: essa pu\u00f2 essere vista come una scelta, un modo personale per vivere momenti diretti con le cose che si amano e con la natura. La solitudine \u00e8 anche il luogo in cui raccogliere le idee per costruire, per creare, per immaginare un mondo diverso, un mondo nuovo non sempre realizzabile, attraverso strade non sempre percorribili (Non avere nessun orpello quando \u00e8 l\u2019anima che parla, Te e lei, un voi che \u00e8 un solo s; Nella ruga di un sospiro il riposo del tuo Te bambina, De no\u2026studiaci; Come Nettuno re dei miei mari; Stasera no). Le figure femminili sono tratteggiate con delicatezza e ammirazione con lo sguardo di un artista che osserva la donna donandole una dimensione letteraria e volti sempre nuovi nonostante i riferimenti alla tradizione (IL riposo della menade, la baccante) fino a celebrarne la capacit\u00e0 di preservare e ricreare il mondo, come nella Statua in bronzo, in un abbraccio universale. E\u2019 forse proprio questo il mondo che Ristori vuole restituire al visitatore dopo averlo accompagnato in una rincorsa verso il sogno impossibile di giustizia ed equit\u00e0 sociale, verso un mondo senza confini, delineato da colori che si alternano danzando meravigliosamente in uno spazio senza fine, senza tempo. A met\u00e0 tra favola e realt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p9\" style=\"text-align: right;\"><strong><i><span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;Dott.ssa <\/span>Maite Iervolino (ottobre 2024)<\/i><span class=\"s33\"><i><span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<h4 class=\"p1\"><strong><em>In occasione della Mostra \u00ab<span class=\"s8\">Mythos<\/span> <span class=\"s8\">e<\/span> <span class=\"s8\">log\u00f2s&#8230;\u00bb<\/span><\/em><\/strong><\/h4>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><i>\u201cMythos<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>e<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s1\"><i>Log\u00f2s.<\/i><\/span><i> <\/i><i>Tra<\/i><i> <\/i><i>la<\/i><i> <\/i><i>favola<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>il<\/i><i> <\/i><i>razionale,<\/i><i> <\/i><i>tra<\/i><i> <\/i><i>Pompei<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>Livorno,<\/i><i> <\/i><i>ripetuti tentativi di umanit\u00e0\u201d<\/i><i> <\/i>\u00e8 la Mostra dell\u2019Artista Enrico Ristori aperta dal 24 ottobre al 21 novembre al Museo MATT di Terzigno. Mito e parola. Favola e Razionale. Pompei e Livorno: quanti ripetuti tentativi di umanit\u00e0 esistono, sono esistiti, esisteranno? Quali nessi, legami, affinit\u00e0 o contrasti esistono, sono ricercabili e si possono evidenziare? Perch\u00e9 una mostra deve mostrare o nascondere. Parlare o essere decifrata. Fare domande e avere risposte o porre solo interrogativi sospesi. L\u2019Artista si muove dribblando nozioni e concetti del passato che si uniscono al presente, seguendo una linea di continuit\u00e0 e possibilmente un fil rouge da seguire senza perdere l\u2019equilibrio. Una linea non retta ma tortuosa, segnata a terra o sospesa. Come pu\u00f2 essere sospesa l\u2019umanit\u00e0 nel suo agire universale ed eterno, laddove i pensieri rincorrono azioni, che mutano, cambiano, si evolvono ma che poi sono sempre gli stessi. Dunque alla mutazione corrisponde l\u2019immutabile secondo l\u2019artista. Perch\u00e9? Perch\u00e9 sui pannelli permanenti esposti nelle sale del museo, non sono applicati solo muri affrescati provenienti dagli antichi e raffinati ambienti delle ville realmente esistite e ritrovate intatte nel tempo, ma esistono e vibrano le anime di chi quei luoghi li ha vissuti, abitati e riempiti con i propri palpiti di vita. Enrico entra in quelle case, in quegli ambienti, in quelle ville e incontra l\u2019umano che li imprime e, a sua volta, scopre gli stessi protagonisti che poi si impossessano delle sue tele. Ma le linee cominciano a vibrare, i colori tremuli sporcano, imbrattano corpi e si identificano come topos, hanno dunque un\u2019identit\u00e0, un codice, un\u2019appartenenza, che non \u00e8 quella dell\u2019avatar, del metaverso, o peggio ancora della proiezione del S\u00e9, ma sulle tele compaiono esseri umani, corpi che contengono emozioni e sentimenti, che si agitano sulla tela, al punto da sembrare di voler venire fuori, fuori da uno spazio atemporale. <span class=\"s4\">Cos\u00ec nella pittura concettuale di Enrico, scopriamo e intravediamo l\u2019irrequietezza, l\u2019incontenibile versione del non identificato o identificabile, perch\u00e9 le emozioni, i sentimenti, non si palpano ma si percepiscono. <\/span>Nelle sue tele vi \u00e8 questa percezione. Nella sua pittura vibra l\u2019essere e il non-essere insieme, e negli innumerevoli contrasti e reazioni si muove il nostro artista, che non sfugge a chiedersi quanto di allora c\u2019\u00e8 oggi, nel presente, nel contingente. La realizzazione di questa prima Mostra in Campania del nostro Artista Enrico Ristori intende andare a fondo della comprensione, per indagare la relazione tra il passato e presente, tra i ripetuti tentativi di umanit\u00e0. Tra Pompei, ai cui prossimi confini territoriali sorge Terzigno, e Livorno, patria dell\u2019Artista, la linea geografica si avvicina. Magicamente e irrimediabilmente le due terre si ritrovano a confinare, pur essendo a 578 KM di distanza, ma la distanza si annulla perch\u00e9 Pompei e Livorno sono vicine, confinano, si accostano, e ognuna ricade nell\u2019orbita dell\u2019altra. Hanno gli stessi umani ripetuti tentativi di esistenza. Cos\u00ec la \u201cMenade danzante sul Pontino\u201d vivr\u00e0 nella sala 4 dove si colloca la ricostruzione del Triclinio. Come la Menade danzante di Skopas (del 330 a.C.) anche la menade del nostro artista si contorce, non all\u2019indietro ma in una torsione pi\u00f9 sostenuta ma altrettanto nervosa e attorcigliante, perch\u00e9 in preda alla frenesia e invasata da Dioniso. Pu\u00f2 esserci corrispondenza, dunque, tra la gente di Pompei e la gente di Livorno, e ancor pi\u00f9 tra la gente del 330 a.C., del 79 d.C. e del 2024. Cos\u00ec si annullano i confini del tempo, i confini dello spazio, i confini dell\u2019umano. Nella selezione delle opere esposte, abbiamo voluto rielaborare un tracciato di continuit\u00e0, che restituir\u00e0 agli ospiti il senso di appartenenza, trovandosi a far parte di due mondi, di due linee temporali, di due contesti nel simultaneo, nel presente e nel contingente. Chi osserver\u00e0 \u2013 ammirato- le testimonianze del passato, non potr\u00e0 sentirsi estraneo e estraniato dal percepire le opere dell\u2019Artista, perch\u00e9 una sfuggevole dimensione di appartenenza c\u2019\u00e8, esiste, accoglie e accorda calorosamente il passato al presente. Nelle opere dell\u2019Artista, le immagini deformate, gotiche, per certi versi appartenenti al misterioso e all\u2019oscuro, provocheranno un senso di disagio, di fastidio \u2013 se vogliamo- nel visitatore, ma non al punto da voltarsi. Al contrario, quelle opere costringeranno l\u2019ospite, il visitatore, il fruitore, a osservarle, a guardarle, a indagarle, fino a sentirsi risucchiato dall\u2019opera stessa, cos\u00ec come si sentir\u00e0 risucchiato dal passato e dall\u2019antichit\u00e0. Le citazioni all\u2019indecifrato, che in tanta letteratura cinematografica ha fatto scuola e definisce un filone (ricordiamo Vanilla Sky a cui l\u2019opera di Ristori \u201cCassandra\u201d \u2013 a mio modesto parere- riporta), sono frequenti nelle opere del nostro Artista, e senza dubbio confondono, ma rimangono familiari. L\u2019intensit\u00e0 cromatica ne rafforza la carica emotiva e la consolida, senza infastidire o strafare, ma nella giusta dose riequilibrano la mobilit\u00e0 dei contorni, che non si definiscono proprio perch\u00e9 nella dimensione umana del sensoriale, non esiste nulla di definito. La Mostra regala, dona, concede gratuitamente un senso di appagamento, di consapevolezza e di arricchimento. E come spesso accade nelle personali di Ristori, che non hanno un vero termine di fine, ci si ritrova a portare a casa un pezzo di quel mondo. E dare cos\u00ec continuit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p8\" style=\"text-align: right;\"><strong><i><span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span>Elisabetta De Feo &#8211; curatrice della Mostra (ottobre 2024)<\/i><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto di vista di Enrico Ristori \u00ab &#8230; non c\u2019\u00e8 nessuno capace di tanta seriet\u00e0 quanto un bambino che gioca! E un vocato all\u2019arte vive l\u2019impegno di conservare con molta cura il fanciullo che \u00e8 in lui. E si fa beffa del tempo. Questo pensiero accompagna la mia produzione da molti anni e non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-18","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":200,"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18\/revisions\/200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/enricoristori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}